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LA LINEA DELLA MEMORIA

 

 





100 ANNIVERSARIO
DELLA GRANDE GUERRA


1915-1918
LA GRANDE GUERRA SUL FRONTE
ITALO-AUSTIACO

Una collana che racconta la storia primo conflitto mondiale
così come fu combattuto sui fronti del Trentino, del Friuli e del Veneto

In edicola gli ultimi quattro volumi
con i quotidiani locali del gruppo "Espresso-Repubblica":



"Il Mattino di Padova" - "la Nuova di Venezia e Mestre" - "La Tribuna di Treviso" - "Il Corriere delle Alpi di Belluno" - "Il Piccolo di Trieste" - "Il Messaggero Veneto di Udine" - "La Gazzetta di Mantova" - "La Gazzetta di Modena Nuova" - "La Gazzetta di Reggio" - "La Nuova Ferrara" - "La Provincia Pavese"

informazioni: 0422 346066

Grande_Guerra

La "Strafexpedition" e la
battaglia di Gorizia

di Stefano Gambarotto

IN EDICOLA IL
18 SETTEMBRE 2015


VII° La "Strafexpedition" e la battaglia di Goriza
di Stefano Gambartotto

La «spedizione punitiva» deve spalancare alle forze austriache la via della pianura veneta, così da permettere loro di cogliere alle spalle l'intero fronte orientale italiano. Le intenzioni dell'avversario sono ben altro che segrete e tuttavia Cadorna non presta ad esse la necessaria attenzione.

Quando infine, il 15 maggio, gli Imperiali danno il via alla Strafexpedition, ci sorprendono con le truppe ancora schierate lungo una fronte troppo avanzata e assai poco predisposta alla difesa.

Respinta la minaccia austriaca sugli Altipiani, il 4 agosto del 1916, Cadorna lancia le sue truppe contro il formidabile complesso fortificato di Gorizia. La difesa della città fa perno sul Monte Sabotino, sulla Collina di Podgora, sul Monte Calvario e sulle colline di Oslavia e Peuma. Si tratta di un sistema di quote che fronteggia la città ad Ovest, e che corre dalla posizione detta del Lenzuolo Bianco fino all'abitato di Lucinico, a circa un chilometro dal capoluogo.

L'artiglieria austriaca schierata sul Sabotino provvede a coprilo col suo. A nord Gorizia è protetta dalle cosiddette alture dei «tre santi», ovvero i monti Santo, San Gabriele e San Daniele. A sud invece, il Monte San Michele rappresenta il principale baluardo di difesa dell'altopiano del Carso.

Grande Guerra

Inferno sull'Ortigara
Le ultime battaglie sul Carso

di Stefano Gambarotto

IN EDICOLA IL
2 OTTOBRE 2015

VIII°INFERNO SULL'ORTIGARA. LE ULTIME BATTAGLIE CARSICHE
di Stefano Gambarotto

Le origini della battaglia dell'Ortigara vanno ricercate nella Strafexpedition del maggio 1916. L'operazione con cui Conrad von Hotzendorf si proponeva di punire l'Italia per il suo voltafaccia nei confronti della Triplice Alleanza aveva mutato a nostro svantaggio la situazione del fronte nel saliente Trentino. Le forze della duplice monarchia erano riuscite ad insinuarsi verso il centro dell'Altopiano dei Sette Comuni. La reazione italiana le aveva parzialmente respinte ma non era bastata ad impedire che esse si consolidassero su una linea che dal margine della Val Sugana si allungava attraverso l'Ortigara fino alla Val d'Assa passando per il Monte Campigoletti, il Monte Chiesa e il Monte Corno. Tale assetto del fronte garantiva agli austriaci una enorme testa di ponte nella quale ammassare uomini in vista di una futura, possibile, ripresa offensiva che avrebbe offerto loro sbocchi diretti dalla Val Sugana
verso la pianura vicentina. Di là essi sarebbero potuti scendere a valle e prendere alle spalle le nostre armate del Cadore, della Carnia e dell'Isonzo.

Grande Guerra

La battaglia della Bainsizza - Caporetto - il Monte Grappa
di Stefano Gambarotto

IN EDICOLA IL
16 OTTOBRE2015
IX° LA BATTAGLIA DELLA BAINSIZZA - CAPORETTO - IL MONTE GRAPPA
di Stefano Gambarotto

Il maresciallo Hindemburg, comandante dell’Esercito tedesco, in un suo libro autobiografico, scrive che la decisione di agire contro l’Italia sull’Isonzo venne presa solo dopo l’esito dell’11ª battaglia, con la quale il nostro esercito era giunto «all’orlo estremo» della difesa di Trieste. A quel punto gli austro-ungarici, che avevano respinto con ampio dispendio di uomini e mezzi le precedenti undici offensiva italiane, manifestarono il loro timore sul possibile, infausto, esito di un altro attacco.

Scrive in proposito il generale Roberto Bencivenga1: «Purtroppo, era precisamente la sensazione di avere inflitto un così duro colpo all’Austria, il motivo per il quale il generale Cadorna poté formarsi il preconcetto che una offensiva imponente degli Imperi Centrali contro la nostra fronte non fosse da attendere sul finire dell’anno 1917.

Il Comando supremo austro-Ungarico, dopo la perdita dell’altopiano della Bainsizza, temeva di non essere grado, con le sole proprie forze, di reggere ad un altro colpo d’ariete. A Vienna si riteneva necessario un contrattacco sul fronte dell’Isonzo per ricacciare indietro gli italiani. Il
piano era stato abbozzato già dopo la 10ª battaglia e prevedeva un massiccio e vigoroso attacco dalla testa di ponte di Tolmino.

Grande Guerra

Le battaglie del Piave
di Stefano Gambarotto

IN EDICOLA IL
30 OTTOBRE 2015

X°LE BATTAGLIE DEL PIAVE
di Stefano Gambarotto

Lungo il corso del Piave, l'artiglieria austriaca apre il fuoco alle 03.00 del 15 giugno 1918. Impiega anche proiettili caricati con gas lacrimogeni e con fumogeni. Le forze italiane hanno abbandonato le trincee che danno sul fiume, sorvegliate solo da un velo di vedette, e sono scaglionate in profondità, pronte a scattare in avanti non appena l'attacco delle fanteria avrà inizio. Per questo motivo il bombardamento nemico non fa molte vittime.

Il nostro tiro di contropreparazione comincia alle 03.30. Contemporaneamente, le riserve vengono fatte avanzare sul secondo sistema difensivo lungo la linea Meolo - Vallio. La 5ª Armata austriaca, agli ordini del generale Wenzel von Wurm, ha l'ordine di passare il Piave alle 07.30, nel tratto compreso tra Cimadolmo e San Donà. All'alba, sul corso del medio Piave ristagna la nebbia e a sera comincerà a piovere molto forte. La nebbia somma i suoi effetti a quelli dei proiettili fumogeni impedendo l'osservazione alle nostre vedette.

Le comunicazioni telefoniche si interrompono perché le cannonate spezzano le linee. Quando il tentativo di passaggio del fiume ha inizio, il primo allarme arriva dalle 31ª Divisione del generale Ciro De Angelis, in linea con le Brigate Veneto e Caserta

 

 




NOVITA'

Ciardi

BEPPE CIARDI E LA SUA FAMIGLIA A QUINTO SUL SILE

CATALOGO DELLA MOSTRA

Quinto di Treviso
Villa Memo-Giordani

10 aprile - 10 maggio 2015

Archivio Ciardi
Comune di Quinto di Treviso
Col patrocino della
Regione Veneto

Un'opera realizzata da Nicola Pezzella e pubblicata dal Comitato di Treviso dell' Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano






 

 



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