IL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI TREVISO
IL MUSEO DEL 55° REGGIMENTO FANTERIA "MARCHE"

Di STENO ZANANDREA con uno scritto di ENZO RAFFAELLI e la collaborazione di Stefano Fumarola e Andrea Castagnotto

testata


Premessa di metodo

1. Prologo

2. La mostra del 1898

3. Primi doni

4. Le fabbriche del Museo

5. La gestione fino al 1932 A

6. La gestione fino al 1932 B

7. Inventario Reduci P.B.

8. Nel dopo-Bailo

9. Entra in scena il Comitato

10. Guerra

11. L'intermezzo del 1943

12. Il secondo dopoguerra

13. Nuovi doni

14. Un infelice connubio

15. Tessari e Ca' dei Ricchi

16. Ultima illusione

17. Appendice "A": inventari

18. Appendice "B": Mostre

19. Appendice "C": Normativa

20. Rassegna Stampa

21. Come tutto è cominciato

22. Museo Storico del 55 Marche

23. Un tentativo di ripetizione


Guidotti

Particolare dal dipinto che rievoca la morte del generale Guidotti, di fronte a Porta San Tommaso, realizzato da F. Petrin nel 1928. Museo del Risorgimento.




linearossa

Inventario degli oggetti della cessata Società Veterani e Reduci P.B. in Treviso
  1. Registro grande; Ruolo matricolare degli appartenenti alla Società Reduci P.B. in Treviso
  2. Registro piccolo; con le deliberazioni del Consiglio d'Amministrazione e dell'Assemblea dal 1897 al 1909.
  3. 3. Sette buste con carte delle Assemblee e varie (in parte guaste dall'umidità)
  4. Tre scatole di cartone con i consuntivi dal 1897 al 1922 (id.)
  5. Due medaglie d'argento e una di bronzo, donate dal socio Costantini, con sua fotografia – cornicetta, sotto vetro: I° d'argento: r° Vittorio Em. II Re d'Italia; v° Guerra per l'indipendenza e l'unità d'Italia; 2° d'argento: r° Umberto I Re d'Italia; v° Unità d'Italia 1848-1870; bronzo: Venezia, cinquantenario del 1848.
  6. Medaglia grande, in metallo biancastro: “Republique Française” commemorativa della battaglia Solferino e S. Martino, fatta coniare dalla Lega Franco-Italiana in Parigi, per essere consegnata il 29/VI/1909 ai veterani Franco-Italiani che assistettero alla commemorazione fatta alla Sorbona. Ricevuta dal socio Petrina Antonio, residente a Parigi e rappresentante la Società Veterani e Reduci di Treviso
  7. Medaglia di bronzo: Congresso superstiti patrie battaglie XX Sett. 1906 – Milano – consegnata al Presidente Sugana colà recatosi.
  8. Fotografia, grande, in cornice, sotto vetro, di sessanta soci.
  9. In cornice, sotto vetro: 1. Vittorio Em. II; 2. Umberto I; 3. Vittorio Em. III (mancante del vetro); 4. Regina Margherita; 5. Regina Elena; 6. Giuseppe Garibaldi; 7. Cavour; 8. Mazzini; 9. Manin; 10. Tommaso Salsa; 11. Sartorelli; 12. Saluto del Ministro ai veterani.
  10. In cornice, senza vetro: Fotografie di molti soci (alcune guaste dall'umidità o sbiadite).
  11. Tabella in legno, per le cariche sociali.
  12. Piccolo scrittoio in ciliegio, con 5 cassetti; panno verde, vecchio e stinto, per copertura.
  13. Calamaio piccolo, di ottone in cinque pezzi; tre timbri della Società; piccola urna sferica con piede, in vetro – due spazzole vecchie per panni; sei sedie vecchie comuni, con sedile di paglia; uno scaffale in legno; targa ovale in ferro, vecchia, con la scritta: Società Veterani.
  14. Vecchia bandiera tricolore, con asta.
  15. Due fucili, vecchio modello, con due baionette (arrugginite); due sciabole da ufficiale da cavalleria e una sciabola per fanteria (arrugginite).

Pure nel novembre 1929 arriva in dono da Roma la lastra di rame della pianta di Treviso, datata 1809, eseguita da Basilio Lasinio, importante per il momento storico che vedeva le truppe napoleoniche, vittoriose in Germania, entrare nella città di Treviso, «mentre gli Austriaci uscivano per la porta di S. Tomaso». Il rame, che rappresenta una situazione diversa da quella di poco posteriore del Salomoni, è destinato, come argomenta Bailo nella lettera del 28 novembre 1929 (n. 18468), al Museo del Risorgimento proprio per questa valenza storica. Donatrice la signora Maria Lasinio, pronipote di Basilio, attraverso il marito, l'ingegnere romano Tullio di Fausto, per rinsaldare i legami con la sua città di origine.

Dalla corrispondenza del 1930 emergono iniziative intese ad onorare la memoria di alcuni trevigiani illustri, fra cui Tommaso Salsa, del quale Bailo fa eseguire ad Antonio Carlini un busto in gesso (per una spesa iniziale di lire 500)(40), «presentato il quale – continua il conservatore – promuoverò una sottoscrizione pubblica per l'esecuzione in marmo, circa lire 3000, da mettere esso busto nel Pantheon degli illustri trevigiani» (lettera n. 4755 del 20 marzo); e, ricordando il dono Fantoni, di cui pendeva ancora il riordino, prosegue: «In quest'anno stesso furono già disposte e decorate due stanze annesse al Museo del Risorgimento nelle quali verranno disposti gli oggetti e intendo che sia fatto in un numero speciale del Bollettino del Museo il catalogo di essi doni» (ibid.), intenzione – quest'ultima – senza seguito; mentre da altra nota, del 7 agosto (al n. 10147) apprendiamo come egli stia lavorando «a riordinare il Museo del Risorgimento e con esso anche la raccolta Fantoni donata al Municipio ancora nel 1920 [sic, ma 1919], e non potuta esporre per mancanza allora di locali e di fondi». Dalla stessa lettera è curioso rilevare come il Bailo richieda in restituzione dal Municipio alcune sedie «dell'epoca napoleonica, proprietà dell'Ateneo e destinate alla sala relativa al I Regno d'Italia», il che dà quanto meno idea dell'articolata strutturazione di questo Museo del Risorgimento, che, scandito cronologicamente, doveva trarre origine documentata dall'occupazione francese.

Ancora al Museo del Risorgimento, in via provvisoria, Bailo destina il modello in gesso della targa bronzea eseguita dal Carlini per onorare il Reggimento Lancieri Novara, con l'intenzione di passarlo successivamente al Museo delle Tre Vittorie, in memoria del ruolo svolto da quel corpo nel combattimento di Pozzuolo del Friuli il 30 ottobre 1917 (lettera n. 11259 del 5 settembre 1930)(41).

Museo delle Tre Vittorie per il quale si pensano varie soluzioni espositive, fra cui i magazzini e il giardino retrostante Palazzo Zuccareda, liberato dalla Pinacoteca e in predicato di accogliere la sede federale del Fascio. Bailo riferisce al commissario prefettizio il testo della lettera inviatagli dal Vanzo, Presidente del Museo, che propone Palazzo Zuccareda scartando invece l'ipotesi di sloggiare l'Asilo Garibaldi quale condizione imprescindibile per associare il Museo delle Tre Vittorie a quello del Risorgimento, «perché – sostiene – ho l'impegno fin dalle origini del Museo coll'assessore di allora al Municipio Angelo Giacomelli e col deputato Antonio Mattei di non mai pregiudicare quella istituzione, per la quale d'altronde nel 1867 fui io il primo a stampare perché la si elevasse dalla condizione in cui per la sua origine era» (lettera n. 13888, dell'8 novembre 1930). Il che quanto meno conforta l'idea che il Museo delle Tre Vittorie fosse istituzione almeno virtualmente operante, pur se sprovvista di sede fisica.

Sempre sulla scia delle attività del Museo delle Tre Vittorie è il caso di ricordare anche l'acquisto da parte del Bailo del bozzetto preparatorio della testa del Duca d'Aosta eseguito dal pittore Apollonio. Ad Apollonio era stato commissionato nel 1919, a spese del Municipio, il grande ritratto a figura intera del Duca della Invitta, oggi associato al Museo del Risorgimento. Da parte sua Bailo si era procurato questo bozzetto, di cui dà notizia in lettera del 21 luglio 1931 (n. 9612), corredando qualche giorno dopo (10 agosto) altra sua nota di una memoria e di un'iscrizione latina pubblicate sotto gli auspici di quel Museo in onore dello scomparso Emanuele Filiberto di Savoia.

Il 1932 si apre con la notizia che tale Vincenzo Zago, di Quinto di Treviso dona per il Museo una fascia tricolore di sindaco, con stemma nazionale ricamato e frangia d'argento, che Bailo dispone di collocare nella sezione del Risorgimento; cui fa seguire qualche giorno dopo il dono di una grande medaglia in bronzo, coniata in onore di Francesco De Lazara, ultimo podestà del regime austriaco a Padova (lettere del 19 e 28 gennaio 1932, n. 873).

A giugno Bailo comunica che le due statue del Museo del Risorgimento dedicate a Cavour (dono Pavan) e a Garibaldi (eseguita da Martini) sono state collocate nell'aula d'ingresso della biblioteca. (nota del 22/6/1932, n. 8902). Per quanto riguarda la statua di Garibaldi, egli precisa di esporla dopo oltre vent'anni, avendola ritirata nel 1911 dalla vista del pubblico per ritorsione contro la censura del segretario comunale (il patriota Andrea Mariano Fontebasso) che lo aveva rimproverato di sperpero del denaro municipale. «Risposi – commenta Bailo – che io aveva esposto i denari miei come sempre quando feci di mia iniziativa e a mio rischio». Non a caso la ripropone ai visitatori oggi, 1932, allorché Martini è diventato una celebrità riconosciuta dalla Quadriennale di Roma, come per dire: «Vedete che non era denaro sperperato?»

Il 28 ottobre 1932, a novantasette anni, due mesi e venti giorni, Luigi Bailo muore nel suo appartamento attiguo al civico museo in Borgo Cavour, alle ore 22, per «scompenso cardiaco broncopolmonite da stasi» secondo il referto del medico Mariano Mandruzzato. Nonostante le celebrazioni per il decimo anniversario della marcia su Roma, nei giornali viene dato largo spazio alla notizia ed alla sua figura, dal 29 ottobre (annunzio della morte) al 1° novembre (cronaca del rito funebre). Il Gazzettino (pagina di Treviso) del 29 ottobre, nel ricordare le sue benemerenze, non trascura di scrivere anche che egli «è stato uno strenuo promotore della istituzione del Museo del Risorgimento».


Nota 40
Bailo intendeva – entro i propri limiti – riparare così in qualche modo alla miserevole conclusione della pubblica sottoscrizione fatta con grande pompa da un comitato per onorare l'illustre militare con un degno monumento.


Nota 41
Già nel Giornale del Veneto del 6 dicembre 1926 egli aveva comunque invitato il Carlini a farne dono al Museo del Risorgimento.
HOME

Kobe Bryant to London is axis what of? Play game? No, he went to added than a anniversary to play the bold a few minutes, but added like to go on anniversary to watch the game. Pondwholesale nike nfl jerseys is consistently the admired of kobe Bryant field, this two canicule is common in the basin to see his shadow. And yesterday, Bryant is with his above wife Vanessa and little babe cnike nfl jerseysalm looked at the pond RACES.
The lakers yield allegation of the actualization of the star, the burning admiring abundant camera, photographers they accepted Bryant "3" can acc2013 nfl jerseysord some affliction of the screen, and the after-effects did not let them down, actually actual "exciting".
Of advance there may be a "misunderstanding," conceivably he was jusnfl wholesale jerseyst badinage with Vanessa, accord her a amuse and so on, aswell be funny babe happy. But attending at the announcement approached, allegedly is to adore the suggestive, divorce? Abaftcheap nfl jerseys it.
The apple is advocating every country is equal. South African 800m agent Caster Semenya represents his country for the Olympics.
The 21-year-old -nike nfl jerseys for sale- who is accomplished by 2000 Sydney Olympics 800m best Maria Mutola from Mozambique -- had to abide biologic tests followed by gender tests afterward jerseys on salethat arresting achievement in Berlin.Semenya will face a boxy analysis from Kenyan nemesis Pamela Jelimo, the arresting Olympic best who has bettered icheap nfl jerseysn 5 contest the South African's season's best time of 1min 59.18sec.
She was barred from the clue for about a year afore accepting austere to run cheap nfl jerseys wholesaleafresh and her improvement was bedfast by a lower aback abrasion and a growing acceptance that drillmaster Michael Seme had taken her as far as he coulcheap nfl jerseysd.