1914: IL SUICIDIO D'EUROPA

Suicidio Europa


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LA POLVERIERA BALCANICA E L'ATTENTATO DI SARAJEVO


di Enzo Raffaelli

I Balcani sono oggetto degli appetiti di Serbia e Austria-Ungheria, entrambe impegnate ad inseguire i propri sogni di grandezza. Le due nazioni fanno però anche parte di altrettanti blocchi contrapposti di alleanze che da tempo ormai si osservano con crescente sospetto. Li divide un'accesa rivalità in campo economico, politico e militare. La tensione aumenta e l'attentato di Sarajevo, il più classico dei casus belli, diventa la scintilla da fuoco alle polveri.

LO SCOPPIO DELLA GRANDE GUERRA. I FRONTI DI FRANCIA, RUSSIA E SERBIA

di Enzo Raffaelli

Quando Gavrilo Princip uccide a Sarajevo l'arciduca Francesco Ferdinando, l'Austria si ritrova su un piatto d'argento l'occasione che attendeva per aggredire la Serbia ed espandersi nella zona balcanica. Ma le cose non vanno come gli strateghi di Vienna avevano Sognato. La Russia mobilita e si prepara a soccorrere i fratelli serbi. La Germania, alleata dell'Austria, le dichiara allora guerra e due giorni dopo fa la stessa cosa con la Francia che si è schierata dalla parte di Belgrado. Quando le forze tedesche, in marcia verso Parigi, entrano in Belgio, La Gran Bretagna - alleata della Francia - dichiara guerra alla Germania. Tutti sono convinti di andare a combattere un conflitto di tipo ottocentesco, destinato a concludersi in poche settimane. La realtà si rivela molto diversa. Il fronte serbo diviene subito secondario e si comprende che i destini della Grande Guerra si giocheranno a occidente.

 


UNA GUERRA INEVITABILE. CRISI E DISSOLUZIONE DELLA MITTELEUROPA

di Roberto Spazzali

L'esplosione della Grande Guerra non fu il risultato di cause estemporanee. Almeno dal 1907, con l'inizio della prima crisi economica mondiale del XX secolo - che complicò non poco le relazioni internazionali - l'Europa si era trovata, per più volte, ad un passo da un conflitto continentale. Ogni anno sembrava quello maledetto. Ben prima della Grande Guerra, erano già sepolti i valori apparentemente perenni che avevano regolato e ordinato il mondo dell'ultimo ventennio del XIX secolo ma non più quello - nuovo e diverso - del primo Novecento. L'impero austriaco è destinato alla dissoluzione e intorno alla sua crisi si consuma anche quella di un intero continente i cui equilibri stanno per essere sconvolti. La mitteleuropa, con il suo ambiente e le sue tradizioni culturali, pressata dalle spinte imperialiste di Russia, Germania e Italia sull'area balcanica e sull'Adriatico, è destinata a scomparire..


LA GUERRA SUL FRONTE OCCIDENTALE. L'ANNO DELLA NEUTRALITA' ITALIANA. VOLUME PRIMO


di Stefano Gambarotto

All'inizio del conflitto i belligeranti erano convinti di combattere una guerra di stampo ottocentesco. Si illudevano che sarebbe durata qualche settimana al massimo e che a deciderla sarebbero bastate poche - epiche - battaglie. La realtà che li attendeva sulle pianure del Fronte Occidentale era però amaramente diversa. Le parti si ritrovarono impantanate in una guerra di posizione, all'interno di trincee che si allungavano per centinaia di chilometri. Un sanguinoso stallo dove nessuno riusciva a prevalere sull'altro. Sfondare il fronte divenne allora l'ossessione degli strateghi. Ma come? La soluzione sembrava poter venire dalle moderne tecnologie. Aeroplani, carri armati, lanciafiamme, gas asfissianti: tutto fu gettato sul campo di battaglia nel tentativo di spezzare l'equilibrio ed ottenere la vittoria. Centinaia di migliaia di uomini persero la vita mentre si sperimentavano nuovi modo di combattere..


LA GUERRA SUL FRONTE OCCIDENTALE. L'ANNO DELLA NEUTRALITA' ITALIANA. VOLUME SECONDO
di Stefano Gambarotto.

Mentre il conflitto continua i belligeranti comprendono che una delle chiavi della vittoria sta nell'interrompere il flusso di rifornimenti, cibo e materie prime con i quali il nemico alimenta il suo sforzo bellico. Gli alleati attuano il blocco navale nei confronti degli Imperi Centrali. La Germania tenta di fare altrettanto. Il confronto si sposta sui mari con le corazzate, i sommergibili e le navi corsare. In Italia nel frattempo si accende lo scontro tra la rumorosa minoranza di quanti vorrebbe l'intervento a fianco dell'Intesa e la silenziosa maggioranza neutralista. Per la Casa Reale il conflitto è una buona occasione per ampliare i domini dei Savoia. Nonostante ciò che sta accadendo sul fronte francese dimostri con chiarezza che la guerra sarà lunga e sanguinosa, il fronte interventista continua vendere nelle piazze la favola di un conflitto breve e glorioso. Un'intera generazione viene così condotta per mano al macello.

GLI ITALIANI AL FRONTE RUSSO. UNA STORIA DIMENTICATA


di Marina Rossi

C'è una storia che pochi ricordano. Quando nel 1914 esplode la Grande Guerra, Trento, Trieste e i loro territori sono parte dell'impero di Austria e Ungheria. E' il motivo per cui, i giovani di quelle regioni - seppur di lingua italiana - vengono chiamati alle armi nell'esercito di Francesco Giuseppe. Il fronte serbo era quello nel quale il conflitto aveva avuto inizio ma ben presto divenne un settore del tutto secondario. Nel 1914, la maggior parte delle forze austriache venne infatti concentrata in Galizia per misurarsi con i russi. E' proprio in quella regione che verranno inviati la maggior parte dei giovani di lingua italiana reclutati dalle forze armate di Vienna. Il loro compito sarà quello di battersi contro le truppe dello Zar Nicola II. L'inizio delle ostilità è terribile per l'Austria. Proprio in Galizia, nella grande battaglia combattuta fra il 23 agosto e l'11 settembre, essa subisce una pesante sconfitta. I russi entrano nei confini del suo impero e conquistano la città di Leopoli...


DICEMBRE 1914: TACCIONO LE ARMO. LA "TREGUA" DI NATALE

di Roberto Tessari

Il 25 dicembre 1914 sul Fronte Occidentale le armi smisero all'improvviso di sparare. Non erano stati i generali a deciderlo. La guerra si era fermata spontaneamente perché gli uomini nelle trincee cessarono di combattere. Quei soldati avevano deciso di bloccare il conflitto per un giorno e lo avevano fatto senza chiedere il permesso dei loro comandanti. Che cosa era accaduto? Si racconta che la sera della vigilia di Natale i tedeschi cominciarono ad addobbare le loro postazioni e scambiarsi gli auguri cantando. Improvvisamente qualcuno intonò le note di Stille Nacht (Bianco Natale). Anche gli inglesi cominciarono a cantare e a scambiarsi gli auguri. La mattina dopo, la guerra si fermò. I soldati uscirono dalle trincee e si incontrarono nella ''terra di nessuno'' L'umanità aveva vinto, anche se solo per qualche ora.