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GUERRE D'AFRICA. 1882-1941. Le grandi battaglie degli italiani. Baia di Assab Massaua - Amba Alagi - Adua - Maccallè - Addis Abeba

Titolo alternativo: L'AFRICA ORIENTALE ITALIANA. Eritrea - Etiopia - Somalia


di Enzo Raffaelli. A cura di Stefano Gambarotto.
La baia di Assab fu il primo insediamento italiano sul Mar Rosso. Quel lembo di terra fu la base di partenza per il colonialismo africano di casa nostra. Il personaggio più influente che dette il via all’operazione sul Mar Rosso fu l’armatore genovese Rubattino. Tutto era cominciato con una missione esplorativa e commerciale alla quale offrì un contributo essenziale la Società Geografica Italiana che dette impulso alla «vocazione africana» del regno d'Italia, diventando un vivaio di esperti africanisti e un centro di promozione di numerose spedizioni che tanta importanza ebbero nel colonialismo del Bel Paese in Africa orientale. Un contributo finanziario importante alle spedizioni in terra d'Africa fu fornito da grandi industriali dell'epoca quali Alessandro Rossi, Luigi Marzotto, Carlo Erba e G.B. Pirelli. Sono queste le premesse dalle quali un giorno sarebbero nati l'Africa Orientale Italiana e l'impero.

Temi trattati
Africa Orientale - La prima volta degli italiani: la baia di Assab - L’impresa di Massaua - La spedizione di Tancredi Saletta - Le spedizioni successive - Il consolidamento dell’occupazione - Nascita e sviluppo del colonialismo italiano in Africa orientale – Dogali - Menelik e il trattato di Uccialli - Verso Adua - Amba Alagi e Macallé - Oreste Baratieri, il generale garibaldino - Verso il disastro - Intanto Baratieri - Il perché di una sconfitta - Il servizio sanitario presso le truppe - Il servizio di commissariato - La cartografia - Dopo Adua - I generali di brigata nella giornata della battaglia - Le conseguenze di Adua sulla politica coloniale italiana – La ricerca di un posto al sole - I primi passi del duce in politica estera - L’aggressione all’Etiopia - Ual – Ual, incidente o provocazione - Tre ottobre 1935: «Hailé Selassié vuole negarci un posto al sole» - Pietro Badoglio torna alla guerra - De Bono cade in disgrazia - L’arrivo di Badoglio - Prima battaglia del Tembien. La controffensiva del Negus - Reginaldo Giuliani, il cappellano delle camice nere - La guerra cambia carattere - La marcia verso Addis Abeba - Gli alpini della «Pusteria» all’assalto dell’Amba Alagi - L’impiego delle armi chimiche - Un segreto mantenuto a lungo - L’Africa di Indro Montanelli - Le armi chimiche nelle guerre moderne - Il servizio chimico dell’esercito in Somalia - Il bilancio finale - La proclamazione dell’Impero - Dopo la gran festa - Badoglio: da Caporetto agli altari - Badoglio a Addis Abeba - La proclamazione dell’impero - Il nuovo colonialismo - Rodolfo Graziani: da Mogadiscio ad Addis Abeba – Da Neghelli a viceré - Come governare? - L’ultimo capo ribelle si arrende - Il perdono promesso - L’ultimo dei capi abissini - L’attentato a Graziani - La vendetta - L’inchiesta - L’eccidio di Debrà Libanòs - La rivolta del 1937 - Inizia l’avventura del duca d’Aosta - Chi era Amedeo di Savoia Aosta - L’eredita di Graziani - Com’è l’Etiopia?- Tentativi di cambiamento - La ribellione infinita - L’Obelisco di Axum.

Collana: Guerre d'Africa. Volume 1. 17x24 cm. 150 immagini in bianco e nero.

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GUERRE D'AFRICA. 1882-1941. Le grandi battaglie degli italiani. La conquista della Somalia britannica e la controffensiva inglese: Cheren - Addis Abeba - Amba Alagi - Dessiè - Gondar

Titolo alternativo:

di Enzo Raffaelli. A cura di Stefano Gambarotto

L’Africa Orientale Italiana era costituita, per la maggior parte, dal Corno d’Africa, una specie di penisola che si spinge verso est fino a Capo Guardafui in Somalia. L’impero era stato proclamato il 9 maggio 1936. Si trattava di un territorio immenso, grande come sei volte la Madrepatria, con confini terrestri di 4.800 chilometri e marittimi di quasi 4.000. Difendere un'area di quelle dimensioni, con una rete stradale insufficiente e un'economia primitiva - che imponeva il trasporto dall'Italia di buona parte dei rifornimenti - , era un’impresa. Dal punto di vista strategico, in quella situazione, il possesso dell’Altopiano Etiopico e delle regioni settentrionali eritree appariva fondamentale. Qualsiasi operazione offensiva nei confronti del traffico marittimo britannico poteva essere esercitata solo con un naviglio leggero. Con queste premesse il regime di Mussolini si preparava ad attaccere il Somaliland britannico...

Temi trattati
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GUERRE D'AFRICA. 1935-1942. Le battaglie degli italiani

Titolo alternativo:

di Lorenzo Cadeddu. A cura di Stefano Gambarotto

Per Benito Musolini la situazione è chiara: la Germania sta per vincere la guerra. L'invasione della Gran Bretagna è cosa certa. Se il conflitto terminerà senza che l'Italia possa vantare una qualche vittoria conquistata sul campo, il Duce non potrà ottenere gli obiettivi che si è prefisso. E' dunque imperativo che in Africa si passi subito all'offensiva. Dopo la morte di Balbo tocca a Graziani cercare di dar corpo ai desideri di Mussolini. L'impresa è tutt'altro che semplice perchè le forze italiane non hanno i mezzi per combattere una guerra nel deserto. Balbo lo sapeva bene ed anche Graziani ne è consapevole. Dopo mille incertezze tuttavia, l'offensiva ha inizio. Avanziamo fino a Sidi El Barrani. Quando però i britannici contrattaccano dobbiamo ripiegare e chiedere l'aiuto tedesco. Arrivano allora Rommel e l'Afrika Korps. L'offensiva riprende. Il Duce fantastica di entare ad Alessandria su di un cavallo bianco. Ma è solo un'illusione. Il 24 ottobre 1942, l'8a Armata britannica, al comando del maresciallo Montgomery, sferra in Nord Africa un attacco decisivo. I sogni di Mussolini si infrangono ad El Alamein...

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